Antifurto tripla frequenza wireless

Antifurto tripla frequenza wireless 4.60/5 su 5 voti

I sistemi di allarme senza fili sono impianti che basano il loro funzionamento sulle onde radio, grazie alle quali i vari dispositivi – centralina, sensori, sirene, ecc – comunicano tra loro; cervello dell’intero sistema è la centrale d’allarme, capace di ricevere e decodificare tutti i segnali che le arrivano. Detto questo possiamo andare a scoprire il funzionamento degli antifurto a tripla frequenza e la differenza con gli allarmi a doppia frequenza.

Se i primi sistemi d’allarme senza fili utilizzavano una sola frequenza – la 433 MHz – oggi, grazie all’evoluzione tecnologica, si è arrivati a usare anche la 868 MHz. Le maggiori discussioni nel campo degli allarmi riguardano la sicurezza di queste frequenze e la qualità dei sistemi che le sfruttano: non esiste una frequenza migliore o più sicura dell’altra, chiunque scriva o parli di questo lo fa per pura speculazione commerciale, la scelta di una frequenza o dell’altra deriva da una serie di questioni che riguardano la “buona comunicazione” tra la centrale e gli altri componenti e come i malintenzionati possano inibire tale comunicazione. Ciò che invece fa la differenza è la possibilità di usare più frequenze (doppia e tripla frequenza d’allarme) e differente codifiche.

Quindi una buona soluzione è rappresentata dai sistemi d’allarme a doppia frequenza, che permettono ai dispositivi di inviare/ricevere segnali sia sulla 433 MHz che sulla 868 MHz, in questo modo l’affidabilità e la sicurezza crescono, mentre la possibilità di inibizione da parte dei malintenzionati cala. I sistemi a doppia frequenza oltre a rendere più difficile l’inibizione, sono anche dotati di funzioni di controllo che aiutano a capire quando le frequenze sono disturbate e a dare l’allarme – funzione antijamming.

La vera novità di questi giorni è l’ antifurto a tripla frequenza, un impianto particolarmente complesso a livello di progettazione, ma affidabile e facile da usare per gli utenti. Grazie alla loro affidabilità, negli ultimi anni, le vendite di sistemi di allarmi wireless sono aumentate a discapito di quelli con filo, più complicati da installare e più soggetti a manomissione.

Altro discorso è il tipo di codifica utilizzato, devo essere usati un numero di bit adeguati (almeno 16, a nostro avviso). Ci sono anche sistemi che utilizzano più frequenze e codifiche (come i sistemi siqura e superokkio con codifiche cryptocode e LRN code). Ma ne parleremo in un altro articolo.

Ma come funziona un sistema d’allarme senza fili? Questo particolare tipo di allarme si basa sulla trasmissione via radio che permette il collegamento “via etere” tra i vari componenti del sistema: il principale scopo di un sistema wireless è trasmettere segnali radio ben identificabili entro distanze decise a priori. Ciò significa che un sensore, o rilevatore senza fili che dir si voglia, trasmette alla centrale un allarme, questo viene riconosciuto e la centrale, a sua volta, trasmette il comando ai dispositivi di segnalazione d’allarme. Ci sono poi dispositivi come i telecomandi che, alla stesa maniera, trasmettono in centrale segnali di attivazione e disattivazione dell’intero sistema.

Interessante è sapere che i sistemi d’allarme wireless sfruttano tecnologie a bassa potenza, che hanno consumi energetici bassi e usano potenze limitate – entro i 10 mW – che non creano inquinamento elettromagnetico.

È importante sapere che i sistemi d’allarme wireless operano su specifiche larghezze di banda, cioè un intervallo di frequenze entro il quale può operare il sistema e che si divide in canali. Ad esempio, la banda che va da 868 MHz a 869 MHz è pari a 1 MHz che può essere suddiviso in 10 canali da 100 KHz oppure in 50 canali da 20 KHz; la “grandezza” del canale influisce sulla precisione di trasmissione e quindi sui disturbi che un sistema d’allarme senza fili può subire.

Se a questi vantaggi aggiungiamo anche il fatto che i sensori wireless possono essere spostati e riposizionati all’occorrenza, che i componenti non necessitano di opere murarie per la loro installazione, che i sistemi sono espandibili nel tempo e poco costosi per via dei continui progressi tecnologici, si può dire che i sistemi antifurto wireless siano la soluzione ottimale per difendere la propria casa, e tra questi bisogna proprio considerare l’acquisto della tripla frequenza.

Un pensiero su “Antifurto tripla frequenza wireless

  1. Fabio

    a parità di altre caratteristiche, è evidente che è meglio una soluzione a più ampio respiro come la tripla frequenza, rispetto alla doppia.

  2. Chronos

    Che differenza c’è tra Cryptocode e LRN code? Se un sensore può funzionare con entrambi le frequenze, per comunicare con la centrale di allarme le utilizzerà entrambe o solo una? E’ più sicuro un telecomando Cryptocode a 868Mhz o un LRN code a 433Mhz con tecnologia Rolling?

Rispondi